C’ERA UN CAVALIERE BIANCO E NERO

QUALCHE MESE FA SCRISSI QUESTE PAROLE……


A Udine è stra amato. Per i risultati ottenuti, per il calcio messo in campo e per il suo modo di essere. A Udine ha festeggiato i suoi traguardi più belli: la Panchina d’Oro nel 2011, le 500 partite in serie A e, ieri, i quarant’anni di attività nel mondo del calcio, come calciatore e come allenatore. A Udine ha sempre ottenuto classifiche dal sapore d’Europa e a Udine vincerà qualcosa. Io ci scommetto.
Il 4 agosto 1973 Francesco Guidolin, nato il 3 ottobre 1955 a Castelfranco Veneto, debuttava diciottenne in un ritiro precampionato con il Verona di Cadè. Dopo il Liceo scientifico si iscrive alla Facoltà di Medicina di Padova con qualche buon esame sul libretto ma poi il mondo del pallone lo rapisce completamente.
Questa la storia: l’esile ragazzo educato debuttò in serie A il 16 novembre 1975 contro l’Ascoli. Dopo due stagioni a Verona nella massima serie, nel 1977 passò per un anno in prestito fra i cadetti alla Sambenedettese, giocando il suo primo campionato da titolare. Tornato nella città scaligera giocò sporadicamente in Serie A nel campionato 1978-1979; l’anno successivo migrò di nuovo verso la Pistoiese per una stagione, dove conquistò la promozione in Serie A. Ancora a Verona nel 1980, stavolta da titolare, anche se in Serie B, fu fra gli artefici della promozione dell’anno successivo con ben 8 reti. Nell’ottobre 1982 fu ceduto di nuovo in prestito al Bologna in serie B dove disputò un mediocre campionato. Ripreso dal Verona, scese in campo 2 sole volte nel campionato 1983-1984, chiudendo così la propria esperienza nella massima serie e con la maglia gialloblù.
Nel giugno del 1984 fu ceduto in Serie C2 al Venezia, società presieduta dal magnate del vetro Luciano Mazzuccato con cui firmò un contratto triennale. Al secondo anno si infortunò e rescisse il contratto con un anno di anticipo. Concluse così la propria carriera da giocatore, al termine della stagione 1985-1986 a 31 anni.
In varie interviste ha così definito se stesso nelle vesti di calciatore: «Ero tecnico, ma poco combattivo, e non sempre motivato. Mi infastidivano i fischi del pubblico, le condizioni del campo, il meteo. Insomma, troppe fisime…». Come allenatore iniziò ad allenare le giovanili del Giorgine, squadra nella quale aveva avviato la carriera da giocatore, esordendo in panchina da professionista nel campionato Serie C2 1988-1989. Lo stipendio era di 400.000 lire al mese. L’anno successivo guidò il Treviso nella medesima categoria e nel triennio successivo rispettivamente Fano, Empoli e Ravenna in Serie C1, guidando quest’ultima alla promozione in Serie B. Chiamato nel 1993 alla guida dell’Atalanta in Serie A, fu esonerato dopo 10 giornate a causa di un negativo avvio di campionato.
Ricominciando quindi dai cadetti ha iniziato le sue fortune con il Vicenza. Nella stagione 1994-1995 conquista il 3º posto dietro Piacenza e Udinese, riportando i berici in Serie A dopo sedici anni d’attesa; nella stagione successiva conquista un nono posto finale e nella stagione 1996-1997 vince la Coppa Italia dopo aver eliminato Lucchese, Genoa, Milan, Bologna e Napoli. In campionato la squadra raggiunge il primo posto alla decima giornata, lasciandolo nel turno successivo. L’avventura in Coppa delle Coppe nella stagione successiva lo porta fino alla semifinale contro il Chelsea, ma a fine campionato lascia Vicenza dopo quattro anni.
Nel 1998 è all’Udinese, con cui conquista un piazzamento UEFA, interrompendo il suo rapporto con la famiglia Pozzo prima dell’inizio della stagione successiva. Ma non fu mai un addio.
Ha in seguito guidato con successo il Bologna e il Palermo nel quale subentrò a Silvio Baldini il 26 gennaio 2004, conducendo la squadra in Serie A e in Coppa UEFA. Dopo aver condotto il Palermo alla qualificazione in Coppa UEFA, viene chiamato da Enrico Preziosi nell’estate 2005 alla guida del neopromosso Genoa. Tuttavia, a causa dello scandalo che ha coinvolto la società ligure con la successiva retrocessione in Serie C1, il contratto è stato rescisso.
Dopo un anno da tecnico del Monaco, squadra del campionato di calcio francese, riapproda nella squadra palermitana esattamente un anno dopo il suo addio. Il girone di andata è positivo, mentre in quello di ritorno, dove non può più schierare l’infortunato brasiliano Amauri, la squadra ha un declino che lo porta all’esonero il 23 aprile 2007 dopo la gara interna con il Parma persa per 3-4. Il 14 maggio 2007 viene richiamato dal presidente Maurizio Zamparini sulla panchina della squadra siciliana, riuscendo a condurre i rosanero alla qualificazione in Coppa UEFA grazie a due vittorie consecutive.
Il 26 novembre 2007 viene richiamato ancora sulla panchina della squadra palermitana, a seguito dell’esonero di Stefano Colantuono. Questa è la quarta volta che Zamparini decide di affidarsi al tecnico veneto per guidare il Palermo e riportarlo ancora una volta in Europa. Nella prima conferenza stampa Guidolin dichiara che «Zamparini è il miglior presidente del mondo, dal martedì alla domenica» riferendosi alle consuete esternazioni molto colorite del presidente. Prima della fine dello stesso campionato, a seguito della sconfitta casalinga contro il Genoa, Guidolin viene esonerato e sostituito nuovamente con Colantuono. A Palermo ha utilizzato il modulo tattico 4-3-2-1, il cosiddetto “albero di Natale”.
Il 30 settembre 2008 viene assunto come allenatore del Parma, rimpiazzando l’esonerato Luigi Cagni ed ottenendo la promozione in Serie A. Nella stagione 2009-2010 del campionato di Serie A, conquista l’ottava posizione in classifica e, al termine dell’ultima giornata, annuncia il suo addio al Parma. Il 24 maggio firma un contratto biennale con l’Udinese, che aveva già allenato nel 1998.
All’inizio del campionato l’Udinese si trova all’ultimo posto fino alla sesta giornata, e schiera la sua squadra con vari moduli di partita in partita. E da ultima arriva in poche giornate a quarta in classifica, a 6 punti dal Milan, 4 dall’Inter e 3 dal Napoli entrando in piena lotta scudetto a sole otto giornate dalla fine del campionato. Emblema di tale rimonta è la vittoria in trasferta ottenuta contro il Palermo per 7-0. Il 17 marzo rinnova il contratto con i friulani fino al 30 giugno 2015. L’8 maggio in una partita vinta per 2-1 sulla Lazio rilancia l’Udinese al 4º posto solitario dopo un mese nel quale la squadra aveva raccolto solo 3 punti in 5 gare. Il 15 maggio con la vittoria sul Chievo Verona per 0-2 stabilisce con 65 punti il nuovo record dei friulani in Serie A dopo il precedente record di 64 punti stabilito da Alberto Zaccheroni nel 1997-1998. L’Udinese, il 22 maggio 2011, grazie ad un pareggio senza gol al Friuli contro il Milan all’ultima giornata ottiene il quarto posto in campionato conquistando la qualificazione ai preliminari della UEFA Champions League 2011-2012.
Nella stagione successiva viene sconfitto nei preliminari di Champions League dall’Arsenal 1-0 a Londra e 1-2 al Friuli, ma nonostante la sconfitta e le importanti cessioni dell’estate, la squadra comincia bene il campionato italiano con tre vittorie ed un pari che valgono la testa della classifica, in coabitazione con la Juventus, mentre in UEFA Europa League 2011-2012 una vittoria al Friuli con il Rennes e un pari al Celtic park contro il Celtic Glasgow permettono alla squadra di stare in testa alla classifica, al pari dell’Atletico Madrid. Il 27 febbraio 2012 vince la “Panchina d’oro”. Il 13 maggio, così come nella precedente stagione, ottiene la qualificazione ai preliminari della UEFA Champions League 2012-2013 dopo il terzo posto ottenuto in campionato.
La stagione successiva inizia con la seconda eliminazione consecutiva nell’ultimo turno preliminare di Champions League, stavolta ai rigori contro lo Sporting Braga. Il 19 gennaio 2013, in Juventus-Udinese (4-0), ottiene la 500ª panchina in Serie A; è il nono allenatore a raggiungere questo traguardo. Chiude la stagione al 5° posto con 66 punti, qualificandosi all’Europa League, raggiungendo le coppe europee per la terza stagione consecutiva. Il 18 luglio 2013 firma il prolungamento del contratto fino al 2017.
Ora riparte un nuovo capitolo di storia.
Ieri il suo Presidente Gianpaolo Pozzo ha voluto scrivergli una lettera aperta per festeggiare a suo modo questo traguardo : “Dal 4 agosto 1973 ad oggi, dal Verona all’Udinese ne ha fatta di strada, congratulazioni Mister per questo significativo traguardo intermedio della Sua straordinaria carriera. Le auguro altrettanti anni di calcio e di soddisfazioni. Sono orgoglioso di aver rappresentato con l’Udinese una parte importante del Suo percorso in questo mondo.

Negli anni trascorsi insieme il contributo che ci ha dato per la crescita è stato determinante.
Mi lasci sottolineare che la stima e l’affetto che provo per Lei va al di là delle qualità professionali. L’aver più volte respinto la chiamata di club metropolitani per restare con noi rende il nostro legame, il legame con la città e la nostra terra molto più speciale del semplice rapporto società – allenatore.
I risultati raggiunti insieme in questi anni sono il nostro scudetto, spero che anche per Lei abbiano lo stesso valore e che un giorno lontano quando deciderà di fermarsi considererà l’Udinese la “grande” della Sua carriera
Con affetto. GPP”
Il Mister ha ancora una volta ribadito la sua gioia per aver raggiunto a Udine questo traguardo così importante, “nella famiglia friulana, nel mio club”.
Ci sono legami che durano per sempre.
Lunga vita a te, Mister Europa e auguri per i tuoi primi quarant’anni. Il Friuli ti sente suo e ti vuole bene. L’uomo della storia accanto.

Biancamaria Gonano
Associazione Udinese Club
05.08.2013

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