PERSA IN ZONA CESARINI

Una delle prime contro una delle ultime ma a vederle non si direbbe. In campo Udinese e Milan sembrano giocare a chi sbaglia di più o come si dice in terra meneghina a ‘ciapa no’ che forse non si scrive così ma da’ certamente l’ idea. Scuffet sembra essere un ricordo e tra i pali è rientrato quel Musso che ad inizio anno doveva essere il titolare e poco importa come si stava comportando Simone,  finalmente con Valon in panca non si comincia con un cambio obbligato. L’ Udinese è più determinata e spumeggiante dei rossoneri ma come al solito è imprecisa e spreca anche una colossale occasione a porta vuota dove nessuno interviene su una palla che attraversa tutta l’ area mentre la burrosa difesa milanista stà a guardare. Il fischio di un incerto ed impreciso Di Bello della sezione di Brindisi manda tutti negli spogliatoi per una prima metà dove, come spesso accade, i bianconeri hanno creato ma concludendo troppo poco e male.
Anche nella seconda metà l’ Udinese è più propositiva, ma le fiammate milaniste sono pericolose ed esaltano Musso che si dimostra pronto e forse più autoritario di Scuffet, più dei colleghi in attacco che pur agevolati da una difesa rossonera quasi più allegra di quella di casa non riescono a concretizzare. Ai punti la gara potrebbe pendere verso la squadra di Julio, ma a calcio vince chi segna di più e dopo tanti regali sull’ ultimo il Milan segna. Rosso esagerato a Nuytinck appena entrato, per un fallo duro ma non pericoloso nè cattivo, sul quale la VAR avrebbe potuto intervenire e colorarlo di giallo, svarione di Opoku che invece di calciare alla viva il parroco perde una palla sanguinosa ed i bianconeri escono sconfitti da una gara dove non avevano demeritato più dell’ avversario. A mr Velasquez la squadra è piaciuta, non si doveva fare l’ errore che ha portato al gol, ma la prestazione è stata, una delle migliori. Intanto si perdono punti e se non si vince ad Empoli…

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