Category: Campionato

Comunicato stampa

La pazienza dei tifosi è finita. Ora basta!
Società, mister e giocatori davanti alle loro responsabilità verso i propri tifosi.
Dopo l’umiliazione subita ieri sera, che accentua ancor di più un inizio di campionato che dire preoccupante è un eufemismo, pretendiamo un pronto riscatto ed una totale svolta caratteriale già mercoledì a Sassuolo.
I tifosi meritano rispetto e il rispetto si guadagna sul campo.

NUMERI DA SFATARE…

Domenica prossima il lunch-match delle 12.30 proporrà come piatto la gara del Franchi; dove l’Udinese sarà ospite della Fiorentina in un match tra due squadre ancora in cerca sia di identità che di continuità. Entrambe infatti galleggiano con, rispettivamente 6 e 7 punti poco sopra la “zona rossa”, e quindi auspicano che questo incontro rappresenti per loro quello della svolta. Concentrandoci in casa nostra penso che, anche se rinfrancati dalla roboante vittoria contro la Samp (non è tutto oro quello che luccica), la squadra e conseguentemente la sua guida tecnica non siano ancora al riparo da “spifferi” di varia natura; e’ da troppo tempo infatti che l'”ottovolante” bianconero con la sua discontinuità ci ha abituato ad illuderci ed ad imprecare nello spazio di un amen. Speriamo che sia la volta buona anche perché la domenica successiva gli uomini di Mr Delneri ospiteranno la Juventus e quindi un risultato positivo a Firenze, che non è scontato, diventa quasi obbligatorio.

Parlando un po’ di statistiche sottolineiamo come nei 41 precedenti in Toscana lo score reciti che le vittorie viola sono state 26 (le ultime 9 consecutive), che i pareggi sono stati 10 e che i blitz friulani si fermino solamente a 5. Il conto delle reti dice che sono 90 quelle subite e 39 quelle realizzate. Pensate inoltre che le ultime tre partite si sono concluse con il medesimo risultato di 3 a 0 per i padroni di casa. Questi, appunto, sono numeri da esorcizzare e da sfatare al più presto. Allora, sperando che ciò possa essere di buon auspicio, voglio tornare indietro nel tempo per ricordare innanzitutto quella che fu la “mia” prima partita di “Serie A”; cioè quella dell’esordio, nel settembre 1979, di quella squadra che faceva ritorno nella massima categoria dopo la doppia promozione ottenuta da Mr Massimo Giacomini. L’allora formazione, guidata da Mr Orrico, impatto’ per 1 a 1 grazie ad un goal di testa nel finale di Nerio Ulivieri (su assist di Delneri), rispondendo alla marcatura, nella prima frazione, del viola Pagliari. Un’altra gara importantissima fu quella del maggio 1997 dove i bianconeri si imposero per 3 a 2 in quella cavalcata che portò poi i nostri, sotto la guida di Mr Zaccheroni, alla prima storica qualificazione europea. Marcatori in quella occasione furono un “doppio” Marcio Amoroso e Pierini, con la sua rete che risultò poi decisiva. Di quella gara, oltre all’alternarsi del risultato, ricordo una frase di Paolino Poggi che una volta sostituito nella ripresa si sedette in panchina e riferì che Helveg con le sue continue scorribande sulla fascia gli aveva fatto venire il “raffreddore”. Chiudiamo con il match del novembre 2007 dove le reti di Quagliarella e Di Natale ( Pazzini siglo’ il momentaneo 1 a 1 ) permisero ai nostri, con Mr Marino in plancia, di conquistare l’intera posta ed appunto di portare a casa l’ultimo risultato positivo dal capoluogo toscano.

Forse è giunto il momento di invertire la rotta…

Paolo Matrecano

COMUNQUE CI SARÀ UN CAMBIO…

È una vigilia particolare quella che stanno vivendo in questi giorni tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell’Udinese; perché domani, alle ore 18, il nostro amato arco dei Rizzi (per scaramanzia non cito nessuno dei due nomi abbinati al “tempio” del calcio friulano) vivrà una gara molto importante, forse fondamentale per il prosieguo del campionato dei friulani e conseguentemente del loro tecnico Mr Luigi Delneri. Ospiteranno infatti l’imbattuta Sampdoria che, con ancora una partita da recuperare, veleggia nelle zone alte della graduatoria e domenica scorsa nel lunch-match ha addirittura ridicolizzato il “grande” Milan di Mr Montella. I blucerchiati, ben allenati da Mr Marco Giampaolo e supportati dal loro iper folcroristico presidente Ferrero, scenderanno in campo per dimostrare ulteriormente la loro forza e se a questo aggiungiamo che, ironia della sorte, saranno guidati in avanti dai “nostri” Fabio Quagliarella e Duvan Zapata (che rabbia per me vedere addirittura 2 “veronove” con la stessa casacca e per di più avversaria), ecco che l’impegno diventerà, se possibile, ancora più arduo. Ma queste sono riflessioni che dribbliamo subito anche perché il football non è scienza e domani i nostri in un modo o nell’altro dovranno gettare, come si suol dire, il cuore oltre l’ostacolo anche per dare una soddisfazione ai propri Meravigliosi Tifosi proprio nel giorno dell’AUC-DAY.

Mi attendo gioco forza un “cambio” perché o si inverte la rotta oppure, molto probabilmente a partire dalla prossima gara, dopo la sosta per la Nazionale, sulla nostra panchina siedera’ un altro timoniere. Sia chiaro che l’allenatore di Aquileia non è e non può essere l’unico colpevole della situazione dei bianconeri però, onestamente bisogna riconoscere che nell’ultimo periodo il “buon” Gigi sia andato un po’ in confusione (aggiungendosi ad una lunga lista..) perché, anche se possiamo stare ore a discutere se la squadra sia più o meno competitiva rispetto a quella dello scorso campionato, non posso negare che auspicavo quanto una guida tecnica confermata potesse essere garanzia di maggiori certezze. Sarà una partita dalla quale dovremo uscire almeno con un punto e soprattutto con una prestazione significativamente convincente per tutti e 95 i minuti (questo è il segnale forte che mi attendo) altrimenti la situazione potrebbe diventare veramente critica. D’altro canto, una malaugurata sconfitta dei nostri, unita ad un risultato positivo (domani sera a Marassi) del Genoa opposto al Bologna, ci consegnerebbe una classifica veramente da far paura e con all’orizzonte Fiorentina e Juventus. NOI a questo tipo di lotta (intendo quella con il coltello fra i denti), oramai da anni, non siamo più abituati (e gli ultimi due tornei che ci hanno visto “rischiare” erano comunque praticamente delineati già a Natale); questo potrebbe diventare un handicap di non poco conto se te la dovrai giocare punto a punto con chi invece a questo tipo di battaglie ha fatto il callo.

Paolo Matrecano

E’ mancato Paolo Cassan storico consigliere dell’Udinese club “Chei di Lignan”

È venuto improvvisamente a mancare nel sonno Paolo Cassan, storico consigliere dell’Udinese club “Chei di Lignan”. Le più sentìte condoglianze da parte di tutta L’Auc club, Presidente e consiglio direttivo. Mandi Paolo.

UDINESE: SENZA DIFESA

Ieri sera al Friuli Dacia Arena l’Udinese affrontava il Torino di Mr Mihajlovic per quella che era la quinta giornata (3′ casalinga) di questo campionato iniziato decisamente in salita e con una classifica deficitaria che li vedeva ancora “bloccati” a 3 punti. Dalla gara di ieri ci si aspettava che le note positive, comunque parzialmente emerse contro Genoa e Milan, potessero iniziare a portare fieno in cascina. Così non è stato; anche perché quando una prima frazione di gioco viene “chiusa” in mezzora dagli avversari perché ti sei fatto non uno ma bensì due goals da solo, rimettersi in carreggiata diventa veramente un’impresa titanica. Sappiamo oramai da tempo quanto gli episodi spostino gli equilibri di una gara (succederà, a nostro favore, nel primo quarto d’ora della ripresa) ma concedere un doppio vantaggio ad una squadra comunque più forte, significa praticamente uscire dal match. Dispiace rimarcare l’errore di Scuffet sul primo goal dei granata(?) quando non riesce a trattenere, e siamo appena al 9′, un tiro di Ljajic favorendo il tap-in del gallo Belotti per il vantaggio degli ospiti, tanto quanto Hallfreddson sia risultato “tragi-comico” verso la mezzora quando nella stessa azione e’ stato capace di inanellare ben 3 errori; il primo perdendo in maniera sanguinosa una palla a centrocampo, il secondo fornendo praticamente un “triangolo” al numero 9 della Nazionale e dulcis in fundo deviando il cross di quest’ultimo in fondo alla propria rete, con massimo della sf..ortuna, tra le gambe di uno stralunato Simone. Quando si è tanto deficitari quanto sfortunati, lascio a voi le conclusioni.

Nella ripresa, sia per gli immediati cambi con Jankto al posto del “povero” Emil e di Angella al posto di capitan Danilo (sostituzione “non tecnica”??), sia per una veemente quanto speriamo non solo emotiva reazione dei bianconeri, pronti via e gli uomini di Mr Delneri si guadagnavano subito un penalty con una magia di Kuba in mezzo all’area. La successiva trasformazione di De Paul (per me ieri il migliore dei suoi) riapriva un match apparentemente chiuso. Seguiva un quarto d’ora dove si aveva la sensazione che i bianconeri potessero riuscire a rimettere in parità il match, ma a metà ripresa un destro chirurgico di Ljajic, complici le nostre belle statuine del reparto difensivo, tornava a “chiudere” di fatto il match. Comunque non domi i friulani cercavano in tutti i modi di accorciare le distanze, più magari d’inerzia che per altro, e dopo un paio di buoni interventi del nostro estremo difensore ecco che su una stoccata da fuori di De Paul, l’anca di Lasagna riportava nuovamente in nostri ad una sola incollatura. Il forcing finale si spegneva poco prima del triplice fischio di Rocchi quando, l’ennesima azione sulla destra del nostro Nr 10 portava ad una conclusione di Jankto che veniva “murato” per un corner che poi non è stato nemmeno eseguito.

Le mie riflessioni finali riportano al titolo; se in un modo o nell’altro gli avversari, complici nefandezze bianconere difensive, partono con due goals di vantaggio la strada sarà veramente in salita. Dato statistico: l’Udinese ha fatto punti nell’unica occasione in cui la propria porta e’ rimasta inviolata, ma si trattava di un Genoa in dieci uomini…

P. Matrecano

SCONFITTA ONOREVOLE, MA…

Mr Delneri asseriva che il nostro campionato e’ iniziato domenica scorsa; ma allora forse con oggi è cominciata la salita, visto che questo pomeriggio i suoi ragazzi erano di scena al Meazza, mercoledì riceveranno sotto l’arco dei Rizzi il Toro e chiuderanno la settimana di fuoco sabato all’Olimpico affrontando i giallorossi di Mr Di Francesco. Nei giorni scorsi avevo più volte manifestato scarso ottimismo al riguardo della gara odierna e facevo riferimento soprattutto all’esito del match; prima di tutto perché il diavolo non poteva permettersi di fallire due volte di seguito in campionato e secondariamente perché continuo ad avere molte riserve sulla capacità dei nostri nel far goal, dando appunto per scontato, invece, che difficilmente la nostra porta rimane immacolata. Mi aspettavo comunque che il miglioramento espresso parzialmente durante la gara vinta contro il grifone, venisse confermato a San Siro al cospetto di una delle formazioni più forti del campionato e questo in parte è avvenuto; ma i dubbi sull’impianto di gioco, a parer mio, rimangono gli stessi. Due, ribadisco, gli “estremi” e non di poco conto; sterilità offensiva (ricordiamo che la rete odierna nasce da un assist rossonero) e permeabilità difensiva, con Danilo assoluto protagonista in negativo.

Il Milan, come da copione, ha cercato da subito di fare la partita e con il suo nuovo assetto ( 3-5-2 ) prendeva subito il pallino del gioco con una netta supremazia sulle fasce dove imperversavano, a destra Calabria e sulla fascia opposta l’elvetico Rodriguez. Proprio da un cross dalla destra del laterale Under 21 nasceva il primo goal in rossonero di Nikola Kalinic che, complice la nostra retroguardia, spingeva in porta il pallone del vantaggio rossonero. Da ricordare che poco prima la Var aveva annullato una bella rete di Lasagna, ben imbeccato da Maxi Lopez, ma era proprio l’ex Carpi comunque a riportare le sorti del match in parità, approfittando di un grossolano errore di Romagnoli ed infilando Donnarumma. Purtroppo però, neanche cinque minuti dopo e siamo alla mezzora, un’altra mischia nell’area dei friulani veniva risolta sempre da Kalinic così da mandare il diavolo in vantaggio per 2 a 1 all’intervallo. Nella ripresa, grazie anche all’ingresso di Fofana, i bianconeri sembravano riuscire a mettere in difficoltà i padroni di casa ma alla fine, in una frazione di tempo abbastanza equilibrata, si conteranno un paio di azioni pericolose a testa con l’aggiunta di una rete annullata, sempre dalla Var, a Kalinic che così non è riuscito a portarsi a casa il pallone. Per concludere, quindi, si torna da Milano con zero punti da aggiungere ad una classifica che dopo quattro turni dice appena “3”; ma gia’ mercoledì sera ci sarà (speriamo) l’occasione per rifarsi.

Paolo Matrecano

AUC DAY 2017

AUC DAY

SABATO 30 SETTEMBRE 2017

ORE 18

UDINESE – SAMPDORIA

SETTORE CURVA SUD

ADULTI EURO 5,00

BAMBINI EURO 1,00

PROCEDURA :

scaricare scheda dal sito WWW.UDINESECLUB.NET

c/o link

NEW GENERATION 2017 2018

ED INVIARLA ENTRO

MERCOLEDI 27/09/2017

A

STAMPA@UDINESECLUB.NET

FACCIAMO SENTIRE L’URLO DELL’AUC!!!!!

3 PUNTI DI PARTENZA

Al Friuli Dacia Arena si è giocata una gara che giudicare fondamentale per le sorti del campionato bianconero sarebbe stato esagerato; ma considerarla come punto di svolta probabilmente si; perché dopo la falsa partenza nelle prime due uscite di agosto dove, contro Chievo e Spal, la nostra squadra non solo non era riuscita ad incamerare nemmeno la miseria di un punto ma soprattutto molto aveva lasciato a desiderare anche dal punto di vista del gioco e delle prestazioni intese nelle loro completezza. Simpaticamente avevo detto al riguardo “rimandati a settembre” e gli ultimi giorni di mercato ci avevano addirittura consegnato un ulteriore stravolgimento, che vedeva partire l’alfiere “solitario” Thereau e l’inserimento dell’incognita Maxi Lopez, intesa come “scommessa” viste le ultime due annate dell’ex granata. Sinceramente la squadra vista all’opera a Ferrara mi era parsa troppo brutta per essere vera e quindi oggi mi aspettavo una logica reazione ed ero pure curioso di vedere all’opera molti “nuovi” attori bianconeri. Gli uomini di Mr Delneri si sono schierati in partenza con un 4-3-3 che nel corso della gara si è più volte trasformato in un 4-4-2 od in più equilibrato e compatto 4-1-4-1. L’allenatore di Aquileia si affidava dietro a destra a Stryger-Larsen (che per comodità chiamerò con il secondo nome), alla coppia centrale Danilo-Nuytinck con Samir a sinistra, in mezzo sono stati scelti Barak, Behrami e Jankto, mentre davanti giostravano De Paul, Maxi Lopez e Lasagna.

L’ inizio e’ stato confortante perché nella prima mezz’ora l’Udinese ha chiuso nella propria metà campo il grifone ed è passata meritatamente in vantaggio al 16′ con Jankto, pronto a ribadire in rete un pallone respinto dal palo su un tiro scagliato nel cuore dell’area genoana da Nuytinck in una delle sue scorribande offensive. Il match per i nostri si metteva poi ulteriormente in discesa in virtù dell’espulsione al 36′ di Bertolacci che, graziato dall’arbitro Maresca, veniva invece “pizzicato” dalla VAR compiere un brutto fallo ai danni di Lasagna che ne sanciva poi l’inevitabile uscita anticipata. La susseguente punizione, calciata magistralmente da De Paul e neutralizzata spettacolarmente da Perin, avrebbe potuto molto probabilmente (se finalizzata) emettere la parola “the end” sulla gara. Nella ripresa i friulani controllavano senza eccessiva affanni il vantaggio ed anzi si rendevano pericolosi in almeno un paio di situazioni, non riuscendo però a chiudere la contesa. A mettere un po’ di pepe nella coda ci pensava poi uno scriteriato intervento del neo-entrato Pezzella che al 78′ si faceva cacciare e riportava in parità numerica le due compagini. Subito si è intuito che adesso il grifone avrebbe lanciato il cuore al di là dell’ostacolo per cercare disperatamente di riacciuffare un pareggio oramai insperato. Infatti dopo si sono vissuti 15 minuti con il cuore in gola perché sotto un’incessante pioggia ed un terreno di gioco sempre più inzuppato e scivoloso, la palla cominciava a diventare quasi ingovernabile e si è temuto di poter gettare all’ortiche una più che meritata vittoria. Il triplice fischio finale dell’arbitro napoletano, dopo tre minuti di recupero, decretava la prima vittoria in questo campionato per i nostri colori.

Niente di straordinariamente abbagliante (difficile oggi sotto un “diluvio”), ma questo incontro mi lascia comunque tre importanti e positive considerazioni; la prima è che ho visto una squadra “logica” con elementi collocati nella posizione più efficace e probabilmente redditizia, la seconda riguarda l’auspicata crescita dei vari “nuovi” Nuytinck, Larsen, Barak, Behrami, Lasagna, Maxi Lopez (tutti sufficienti oggi) che secondo me apporteranno alla nostra compagine ulteriore qualità ed infine la terza che chiama in causa gli “ex deb” Jankto, Samir, De Paul ed in futuro Fofana per i quali, spero, sia giunto il tempo di diventare “grandi”.

Paolo Matrecano